Quando le donne hanno potuto votare in Inghilterra? – 100 anni di storia

Quando le donne hanno potuto votare in Inghilterra? – 100 anni di storia

Quando le donne hanno potuto votare in Inghilterra?

Un secolo fa le suffragette inglesi conquistavano il loro diritto al voto in Gran Bretagna.

Il 6 febbraio 1918 è stato il giorno in cui le donne hanno potuto votare in Inghilterra, una data destinata a restare nella storia della società civile britannica e non solo. Sì, perché proprio in quel giorno il Parlamento del Regno Unito approvò il Representation of the People Act, che garantì il diritto al voto a 5 milioni e mezzo di donne britanniche sopra i 30 anni. Oggi, nel 2018, siamo arrivati ai primi cento anni di voto alle donne. Ma le donne hanno potuto votare in Inghilterra solamente dopo una battaglia ideologica costante che durò tantissimi anni. Una conquista necessaria che fu portata avanti da ragazze coraggiose e ricolme di speranza e di sogni, le cosiddette suffragette. Già, ma chi erano e da dove venivano le eroine britanniche? Scopriamolo insieme.

Le suffraggette e il diritto di votare in Inghilterra.

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Il termine suffragette venne usata per la prima volta in assoluto dal quotidiano Daily Mail per definire (in termini assolutamente dispregiativi) la Women’s Social and Political Union (WSPU). Questa associazione fu fondata nel 1903, a Manchester, da Emmeline Pankhurst, figura chiave nella lotta per il diritto al voto delle donne. Nata proprio a Manchester il 15 luglio del 1858, in realtà Emmeline faceva di cognome Golden. Fu proprio per merito della sua famiglia, i Golden, che la giovane Emmeline si appassionò sin dall’infanzia all’argomento del suffragio delle donne. A 20 anni incontra Richard Pankhurst, che di professione faceva il barrister (ovvero un avvocato e magistrato di alto livello), anche lui appassionato alla materia del diritto al voto alle donne. Tra i due scoppia l’amore, ed è proprio così che la Emmeline cambia il suo cognome, assumendo quello del futuro marito. I due ebbero tre figlie: Christabel, Silvia e Adela. In realtà ci fu anche un quarto figlio maschio, Francis, ma purtroppo morì a soli quattro anni di età, dopo aver contratto la difterite. Purtroppo, la povera Emmeline dovette sopravvivere anche alla scomparsa del marito, morto nel 1897 a causa di un’ulcera gastrica.

WSPU e la continua battaglia per il voto delle donne.

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Dopo anni di battaglie, scioccata ed arrabbiata anche e soprattutto per la perdita del marito, Emmeline cominciò a credere che non bastassero più le sole parole a catturare l’attenzione delle autorità governative britanniche e a fare in modo che il diritto di voto alle donne diventasse un argomento preso seriamente in considerazione. Fu proprio per questo motivo che, dopo aver rotto con i gruppi di protesta precedenti, fondò nel 1903 l’ Unione Sociale e Politica Femminile (WSPU). Il motto del movimento era “non parole, ma azioni dimostrative”. Ed effettivamente andò proprio in questo modo. Assieme alle sue tre figlie, che nel frattempo erano entrate a far parte del WSPU, Emmeline cominciò ad organizzare forme di protesta non violente davanti ai palazzi del potere. Una di queste gli costò l’arresto nel febbraio del 1908, dopo aver fatto irruzione nel Parlamento. La notizia dell’incarcerazione si era sparsa in tutto il Paese, ed aveva creato un vero e proprio effetto domino che sfociò, il 21 giugno dello stesso anno, in un imponente manifestazione ad Hyde Park, dove ben mezzo milione di attiviste urlarono il loro sacrosanto diritto al voto. Ma le donne hanno potuto votare in Inghilterra solamente molti anni dopo.

La prima guerra mondiale.

Dopo anni di proteste, anche violente, Emmeline e il WPSU dovettero fare i conti con un evento che non poteva assolutamente essere sottovalutato. Lo scoppio nel 1914 della prima guerra mondiale sconvolge i piani del movimento, che interrompe le azioni di propaganda per poter dare una mano al popolo britannico. Trovata una tregua con il Governo, tutte le carcerate del WSPU poterono far ritorno a Londra ed Emmeline e la figlia Christabel abilitarono le militanti del movimento ad impegnarsi nello sforzo bellico. Questa decisione non fu ben accolta da tutti, tanto che alcune donne decisero di staccarsi dal WPSU, in quanto consideravano questo atto di improvvisa devozione al Governo inglese come una resa. In realtà Emmeline era ben consapevole che il pericolo nazista rappresentasse una minaccia concreta e che avrebbe potuto avere effetti catastrofici.

I viaggi in Nord America e in Russia e la realizzazione del suffragio in Inghilterra.

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Emmeline Pankhurst intraprese una serie di viaggi per stringere alleanze belliche. Nel 1916 incontrò gli Stati Maggiori di Stati Uniti e Canada. Un anno dopo, nel 1917, fece tappa in Russia, viaggio che però non la convinse del tutto, poiché aveva idee di gestione politica ben diverse da quelle attuate dal primo ministro russo Kerenskij. Quando ritornò in patria Emmeline scoprì che il sogno del diritto al voto per le donne era finalmente diventato realtà. Il Representation of the People Act garantì il suffragio femminile, seppur con notevoli restrizioni. La battaglia era parzialmente vinta. Infatti è stato solamente dieci anni dopo, nel 1928, che tutte le donne hanno potuto Inghilterra.

Le suffragette, Emmeline Pankhurst ed il suo WSPU furono fondamentali per questa battaglia sociale, che ha dimostrato come la forza delle idee delle donne possa cambiare l’opinione pubblica e non solo. L’auspicio è che queste figure possano essere un punto di riferimento sia alle generazioni odierne che a quelle future.

Michele Capolupo 

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2018-06-14T13:04:15+00:00 giugno 13th, 2018|Non categorizzato|Commenti disabilitati su Quando le donne hanno potuto votare in Inghilterra? – 100 anni di storia